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mercoledì, 11 giugno 2008

ENERGIA PESANTE

Ieri sera, al fine di mantenere fede a quanto mi sono ripromessa: VIVERE-VIVERE-VIVERE, sono stata alla milonga del Cantera.

Il posto è meraviglioso, un locale sul mare dove il tango si diffondeva tra le fronde degli alberi che racchiudono con la loro presenza fresca gli edifici che compongono il complesso.

Eppure...

Non sono riuscita a sentire per un solo istante, in tutta la serata, quella dolce energia del tango che lega a sè le persone... ciò che ho visto in pista erano ballerini che danzavano per loro stessi, per dimostrare l'ultima combinazione appresa allo stage del fine settimana... non c'era fluire, non c'era condivisione.

Il tango era assente.

Ho ballato con Franchetto con il quale mi sono sentita a casa, una piacevole sensazione di tana. Adesso che viviamo una nuova fase del nostro rapporto mi sembra che il tango ci regali nuove emozioni, è come se, per la prima volta, ci stessimo ad ascoltare...

Con gli altri invece, non è così. Un ballerino con il quale non avevo mai danzato, come primo approccio mi ha chiesto "Ma tu, da che scuola vieni? Perchè io ho iniziato con questo per poi passare a quello ..."

Basita, sconcertata, mentre facevamo finta di ballare mi chiedeva quale stile preferissi, aperto o chiuso? e  alla  mia risposta "L'uomo sei tu, preferisco ciò che tu desideri, non ci sono limiti", si è come bloccato dinnanzi alla mia docilità.

Tango maestro di vita.

Un uomo che si è sentito imbarazzato perchè lo guardavo negli occhi, perchè cercavo la sua anima e non i passi che voleva farmi provare.

I piedi nel tango sono solo uno strumento, un medium che usiamo per trasmettere ciò che passa nell'abbraccio... sembra che gli uomini questo lo abbiano dimenticato... Si tratta di performance e basta.

Lo ripeto, se fossi un uomo non rinuncerei per niente al mondo ad un abbraccio, ad un contatto profondo con l'altro, a guardarlo negli occhi. Lo stile non c'entra chi se ne importa.

Forse, l'energia pesante del tango triestino non è un toccasana per il mio animo, almeno in questo momento...

Amici Cari, sono assente, perdonatemi, e pure un po' alienata, mi serve tempo... a voi il mio quotidiano augurio di BUONA GIORNATA!

Paradita



Commenti
#1   11 Giugno 2008 - 15:47
 
Pimpra non capisco. Lui va via da casa perchè innamorato di un'altra e tu continui a ballarci insieme? Io non capisco o mi son persa qualcosa???
Vanessa
utente anonimo

#2   11 Giugno 2008 - 15:57
 
@vanessa: sì è così, continuiamo a ballare insieme. Anche prima che le cose precipitassero ci siamo sempre promessi che qualsiasi cosa potesse accadere nel nostro rapporto, avremmo continuato ad essere partner di ballo, sicchè... Io sono contenta, in fondo con lui sono "nata" tanguera e per lui è lo stesso. E' come un debito reciproco quello che abbiamo e che onoriamo con soddisfazione!
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Pimpra

#3   11 Giugno 2008 - 19:21
 
Anche io ho ballato tango, per un certo periodo della mia vita... ed anche io, spesso, non ho visto tango ma molto altro..
peccato..
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente AromaEssenziale

#4   11 Giugno 2008 - 20:26
 
quanti sono i fattori che contribuiscono alla riuscita di una serata in milonga? Si parte da noi e dalle nostre aspettative, dal nostro desiderio di creare la magia degna del "TANGO", poi c'è la musica, il locale, la densità della pista di ballo e infine lui/lei, il partner del momento. Ricordo con grande piacere un incontro, un invito ad una ballerina, lei che si offre e si plasma sul mio abbraccio e poi è la musica a guidarci. Al termine del primo ballo ci scambiamo i nomi e lei "che bello che i nostri corpi si sono conosciuti prima di noi". Alla fine della tanda un sorriso e un grazie, grazie davvero.... al tango.
atreides
utente anonimo

#5   11 Giugno 2008 - 22:30
 
bo?
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#6   12 Giugno 2008 - 11:19
 
.."serve tempo".. hai ragione Paradita. Tempo per capire, per pensare a cosa è stato e cosa sarà. Tempo per ascoltare, se stessi e gli altri. Tempo per il silenzio, per il dolore, per ricostruire, se ce ne sarà l'opportunità, o semplicemente per riprendere il proprio cammino. Senza fretta, nè di smaltire il dolore, nè di trasformarlo in qualcos'altro. Il dolore è il veicolo della crescita e della comprensione. Già lo sai..
Appena la nebbia si sarà diradata, potrai respirare di nuovo a pieni polmoni e tornare a "sentire" e propagare l'energia che hai dentro..
Vale
utente anonimo

#7   12 Giugno 2008 - 14:29
 
Ah Miki, un peccato davvero, sprecare l'unicità di un abbraccio o il rilassato divertimento di fluire insieme con la musica o ancora il silenzioso scambio della "possibilità" di emozioni - a seconda del partner con cui balli -, comunque sempre il contatto di due energie che si incontrano per i pochissimi minuti di una tanda con parole inutili ed ansie da prestazione.... ma siamo esseri umani, no? con le nostre paure e le nostre insicurezze emotive che nel tango a volte escono senza che ce ne accorgiamo. Non farti demoralizzare! ........e poi chissà cosa pensano di noi donzelle i signori tangueri ;-)))
P.S. Atreides che belle parole che scrivi! Interessa qualche milonghetta nel Nord Est italico? :-)
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#8   14 Giugno 2008 - 09:31
 
Desde, le tue parole non sono da meno. In una tanda si condensano le emozioni di un approccio, di un incontro, di una relazione chimica e fisica e di un abbandono. Tante cose che possono riuscire o no. Per fortuna la musica ci aiuta. Non siate troppo severe con noi e noi faremo del nostro meglio per avvolgervi in un tango. non vado molto in trasferta ma in milonga si è sempre a casa....nordest? chissà...
atreides
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#9   17 Giugno 2008 - 12:31
 
io non so se riuscirei a ballare con un ex così fresco di exitudine
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#10   18 Giugno 2008 - 10:18
 
@nonsonocostante: fino a che si riesce...
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Commenti
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