Una piccola sosta per ritrovarsi e pensare.
Ore 18.00 di ieri pomeriggio, sono a campo Cologna per la seduta di allenamento in vista dei prossimi campionati regionali a squadre del 7 giugno, riesco a muovere a fatica le gambe, complice il caldo umido e che non sono per niente allenata.
Durante il riscaldamento incrocio un allenatore della concorrenza che mi fa da sempre "le belle" (corteggia) in senso sportivo, ovvero mi dice che sono una forza e che potrei avere degli splendidi risultati.
Mi sono smepre schernita rispondendogli che non sono per niente una potenza atletica e che si sbagliava... ieri però... ho cambiato idea e ... gli ho chiesto se mi poteva fare delle lezioni di tecnica per imparare a correre e andare più veloce (mano lenta, nel mio caso).
Ha accettato con grande entusiasmo, ribadendomi il concetto che lui, quando vede un atleta e lo giudica bravo non si sbaglia mai.
Non posso negare che ho provato un grande senso di piacere e una solenne botta alla mia autostima. Oggi all'ora di pranzo abibamo la pirma sessione.
PROBLEMA ETICO:
1. ho fatto un torto al mio allenatore ufficiale che deve seguire 40 atleti in contemporanea e non ha la possibilità materiale di stare dietro a me e insegnarmi ciò che non so?
2. basta renderlo partecipe della mia intenzione e non c'è problema?
3. la fedeltà è un valore e non bisogna fare rimanere male gli altri anche se si prendono decisioni in buona fede.
Voi, al posto mio, cosa avreste fatto?
Amici Cari, a voi il mio augurio di trascorrere una BUONA GIORNATA!
Paradita
